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AZIENDA VITIVINICOLA

DI BIANCO MAURIZIO

LA STORIA


"CRUCIÜNET" - che in dialetto piemontese significa pezzettino di pane - è un soprannome attribuito in passato alla nostra famiglia, che da generazioni tramanda l’arte del fare vino.
La nostra è un’azienda a conduzione familiare, diretta da Maurizio.
Maurizio si avvale dei preziosi ed irrinunciabili consigli del padre Carlo, esperto viticoltore che ha sempre dedicato passione e cura alle viti e al vino.
Un’esperienza conquistata con il tempo, che ha portato a Carlo importanti riconoscimenti, come i numerosi diplomi di merito e le medaglie ottenute dalla Camera di Commercio in concorsi enologici provinciali, cui si aggiunge il Premio di Eccellenza per il Vino Barbera d’Asti, annata 1974, al quarto concorso nazionale vini DOC/DOCG organizzato dall’Onav. Maurizio invece, viene premiato successivamente al concorso nazionale Douja d’Or con i seguenti Vini: Barbera d’Asti Superiore 2003, Barbera d’Asti 2005 e Monferrato Rosso 2012 rispettivamente nelle edizioni 2006, 2007 e 2015.

A Carlo e alla moglie Elda vanno, infatti, tutti i meriti e la dovuta riconoscenza per quanto sono riusciti a realizzare in tutti questi anni, trasformando la piccola cantina della casa del bisnonno con alcuni tini in legno e tre filari di vigneto, nell’attuale azienda.
Attualmente su un’estensione di oltre nove ettari di vigneto, sono coltivate diverse varietà: Barbera, Grignolino, Bonarda, Nebbiolo, Dolcetto, Cortese, Moscato, Brachetto e Cabernet Sauvignon N.
I vigneti si trovano all’estremità di una collina che, oltre a vantare una posizione invidiabile per esposizione (Sud-Est) e tipo di terreno, ha la caratteristica di avere filari che raggiungono lunghezze di oltre trecento metri. Da questa estensione nasce il soprannome di località LUNGAMERENDA: un soprannome legato al passato, a quando il nonno Francesco e il fratello Ernesto si recavano nei vigneti per la loro gestione; allora il momento della merenda arrivava dopo una lunga attesa: ci voleva tempo per raggiungere la parte opposta del vigneto dove si poteva riposare seduti all’ombra delle piante di noci, pesche e mandorle, consumando un boccone e bevendo la Barbera dal fiasco.

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